L’Oasi di Ca’ di Mezzo celebra 25 anni: da progetto pioniere a modello contro inquinamento e crisi climatica
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Un convegno ripercorre la storia dell’Oasi: da primo esperimento italiano di depurazione biologica a risorsa multifunzionale di pregio per l’ambiente e il paesaggio veneto

 

Domenica 19 ottobre si terrà un importante convegno presso la Corte Benedettina di Correzzola (PD) per celebrare i primi 25 anni di vita dell’Oasi di Fitodepurazione di Ca’ di Mezzo. L’appuntamento, dal titolo eloquente “Un dialogo tra l’uomo e l’acqua in cui il paesaggio rivela il suo potere di rigenerazione”, è organizzato dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo e dal circolo Legambiente Arca di Noè Aps della Saccisica. Dalle 10:00 alle 12:00, l’evento vedrà confrontarsi esperti e figure chiave che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo dell’Oasi. L’iniziativa offre il perfetto spunto per riflettere sulla lungimiranza di un’opera che, nata come sperimentazione per il disinquinamento, è oggi un ecosistema di valore, un laboratorio didattico e un’infrastruttura essenziale per la gestione delle risorse idriche.

La Genesi: L’Intuizione di un Impianto multifunzionale

Il progetto di Ca’ di Mezzo, un’area di oltre 30 ettari nel comune di Codevigo (PD) al confine con Chioggia (VE), affonda le sue radici nel 1990. L’area, già naturalmente palustre, fu inserita nel Piano Generale di Bonifica del Consorzio. La vera svolta arrivò a metà degli anni ’90, quando la Regione Veneto, nell’ambito del Piano Direttore per il disinquinamento della laguna di Venezia, promosse la fitodepurazione (la depurazione attraverso le piante). Il progetto di Ca’ di Mezzo era all’epoca l’unico in Italia di questa tipologia e dimensione ad essere pronto per il finanziamento, assumendo subito un carattere pionieristico e sperimentale. Fu realizzato dal Consorzio di Bonifica Adige-Euganeo con il supporto scientifico del professor Giuseppe Benduricchio, luminare dell’ingegneria Ambientale e Fitodepurazione. L’intuizione alla base fu quella di andare oltre la semplice depurazione. L’area fu divisa in tre ambienti distinti – sommerso, boschivo e occasionalmente allagato – per massimizzare la biodiversità e garantire l’autosufficienza dell’ecosistema. Questa visione anticipava i bisogni attuali.

Fabrizio Bertin, presidente del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo, sottolinea l’importanza di quella scelta: “Venticinque anni fa fu una vera lungimiranza realizzare impianti polifunzionali, multitasking, in grado di rispondere a diverse esigenze. Quell’intuizione è oggi la stella polare che indica la via a tutte le opere per la gestione delle acque. Il cambiamento climatico, infatti, ci impone un duplice rapporto con l’acqua: contenerla quando arriva in precipitazioni sempre più aggressive e trattenerla per i periodi di siccità, anche questi, per rovescio della medaglia, fenomeni sempre più presenti nelle nostre stagioni”.

L’opera è infatti un esempio di ingegneria naturalistica capace di assolvere a tre funzioni cruciali: Fitodepurazione: L’acqua del canale consorziale “Altipiano” viene deviata nelle vasche dove, scorrendo tra la vegetazione (soprattutto Phragmites Australis o canna di palude) per circa 6-7 giorni anziché poche ore, subisce una depurazione naturale, riducendo i carichi inquinanti (Azoto e Fosforo) diretti verso la Laguna di Venezia. Laminazione delle Piene: L’oasi funge da bacino per contenere le acque del canale Altipiano in caso di forti piogge, attenuando i rischi idraulici a valle. Bacino di Riserva Idrica: Nei periodi di siccità, trattiene acqua preziosa, contribuendo alla gestione della risorsa in un contesto di crescente emergenza climatica.

Il Convegno: Approfondimenti sui Risvolti Ambientali e Naturalistici

I relatori del convegno del 19 ottobre si collegano direttamente ai diversi aspetti che l’Oasi di Ca’ di Mezzo incarna, trasformando la celebrazione in un momento di approfondimento tecnico e divulgativo.

Relatore

Ruolo e Contributo

Mauro Fecchio (Sindaco di Correzzola) e Luigi Lazzaro (Pres. Legambiente Veneto)

Saluti istituzionali e benvenuto, cornice territoriale e ambientale.

Fabrizio Bertin (Pres. Consorzio di Bonifica Adige Euganeo)

La visione strategica della bonifica oggi.

Antonio Salvan (Pres. Consorzio di Bonifica ai tempi della realizzazione)

La testimonianza della genesi e del contesto storico.

Giuseppe Gasparetto Stori (Ing. Consorzio di Bonifica Adige Bacchiglione)

“Perché Ca’ di Mezzo? La prima grande fitodepurazione” – L’aspetto ingegneristico e la sua unicità.

Sandro Boato (Già Direttore Reg. Tutela dell’Ambiente Veneto)

“Il Piano Direttore per il disinquinamento della laguna di Venezia e l’inquinamento di origine agricola” – Il contesto normativo che ha reso possibile l’opera.

Carrer, Palmeri, Barausse

“Aree umide: ricreare la biodiversità per disinquinare e affrontare il cambiamento climatico” – L’importanza ecologica del sistema come soluzione basata sulla natura (NbS).

Paola Fontana (Circolo/CEA Legambiente di Piove di Sacco)

“Fare scuola fuori scuola: il Centro di Educazione Ambientale ‘Paola Borella’” – Il ruolo didattico e sociale dell’Oasi.

Paolo Reggiani

“La biocenosi di Cà di Mezzo” – L’analisi della comunità vivente (flora e fauna) come indicatore di salute ambientale.

Stefano Raimondi (Resp. Naz. biodiversità di Legambiente)

“L’impegno per la fruizione, la gestione e la conservazione della biodiversità attraverso la rete di Legambiente Natura” – La rete e l’importanza del volontariato nella gestione dell’Oasi.

Un Ecosistema di Elevato Valore

Nel corso degli anni, Ca’ di Mezzo ha superato la sua natura sperimentale per affermarsi come un ecosistema di elevato valore ambientale. L’area, gestita dal circolo Legambiente “L’Arca di Noè”, è diventata un rifugio per la fauna e la flora locali. Nonostante la sua relativa vicinanza al Parco del Delta del Po, l’Oasi funge da essenziale corridoio ecologico e “pietra di guado” (stepping stone) per molte specie migratorie. La creazione di diversi ambienti (sommerso, boschivo, allagato) ha massimizzato la varietà biologica. Qui nidificano specie come l’airone bianco maggiore, il cavaliere d’Italia, il falco di palude e il martin pescatore, la cui presenza è un chiaro indicatore della qualità ambientale raggiunta.

Laboratorio Scientifico e Didattico

L’Oasi è stata ed è un vero e proprio “laboratorio a cielo aperto”. Gli studi condotti in collaborazione con l’Università di Padova hanno permesso di affinare la tecnologia della fitodepurazione in Italia. Ad esempio, si è appreso che la creazione di percorsi maggiormente meandriformi e l’alternanza di zone asciutte/umide (i “bagnaasciuga”) e zone di diversa profondità migliorano l’assorbimento degli inquinanti e garantiscono la salvaguardia del mondo ittico.

Oltre all’ambito scientifico, l’Oasi ospita il Centro di Educazione Ambientale (CEA) “Paola Borella”, rendendola un punto di riferimento per scolaresche e pubblico che desiderano apprendere in modo pratico i principi della sostenibilità e della conservazione della natura. L’area è aperta al pubblico gratuitamente 24 ore su 24 e il Centro Visite è attivo tutte le domeniche e i giorni festivi (salvo in alcuni mesi invernali e in agosto), grazie al lavoro instancabile dei volontari.

Ca’ di Mezzo è, in sintesi, la prova tangibile che un intervento ingegneristico, se guidato da una visione ecologica e multifunzionale, può non solo mitigare i problemi ambientali (inquinamento, rischio idraulico, siccità) ma anche creare nuova vita e promuovere la conoscenza.

 

 

 

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