Il fronte perturbato lambisce appena il territorio consortile. Lievissimi incrementi per l’Adige e per il Canale Bisatto, grazie alle piogge cadute fuori area, ma la carenza idrica resta immutata
Le perturbazioni meteorologiche transitate nelle scorse ore, che secondo le previsioni avrebbero dovuto mitigare l’emergenza, hanno purtroppo rilasciato quantitativi di pioggia del tutto insignificanti all’interno del perimetro consortile. Di conseguenza, le campagne continuano a richiedere massicci apporti d’acqua e il sistema irriguo consorziale rimane inchiodato a una situazione di massima allerta, del tutto paragonabile alla storica crisi del 2022.
Un parziale e marginale sollievo è derivato esclusivamente dalle precipitazioni cadute fuori dal territorio del comprensorio, che hanno generato una leggera risalita dei corpi idrici principali. Questa risalita, tuttavia, mantiene i livelli idrometrici ancora al di sotto delle quote di pescaggio delle infrastrutture di presa fisse consorziali sul fiume Adige. Di conseguenza, resta confermato il blocco totale del prelievo diretto lungo l’intero tratto dell’Adige che si estende da Vescovana fino a Cavarzere. In questa vasta porzione del comparto orientale, la continuità irrigua rimane interrotta per le derivazioni tradizionali. Al contrario, nei bacini situati più a monte – tra Castelbaldo, Masi e Sant’Urbano – il servizio prosegue regolarmente grazie all’efficacia del piano di ammodernamento strutturale eseguito lo scorso anno, che ha sostituito le vecchie prese stabili con impianti installati su zattere galleggianti, capaci di assicurare il pescaggio assecondando i regimi minimi del fiume.
Lo scenario resta altrettanto critico nell’area del Conselvano, dove nei comuni di Bovolenta, Candiana e Pontelongo la carenza d’acqua assume caratteri di acuta sofferenza. Il Canale Bisatto registra un incremento idrometrico del tutto insufficiente rispetto ai reali fabbisogni irrigui delle aree terminali. Essendo alimentato molto più a nord – tramite l’immissione dal Canale LEB a Ponte di Barbarano e il Sostegno sul fiume Frassine a Este –, il Bisatto vede esaurire la propria portata lungo il tragitto, senza riuscire a raggiungere i terminali di destinazione. Questo deficit determina un pesante effetto a cascata sulla maglia idraulica minore e sul reticolo consortile dipendente, a partire dallo Scolo Altipiano che rimane privo di alimentazione sussidiaria. La situazione costringe le strutture tecniche e il personale del Consorzio a uno sforzo straordinario di regolazione millimetrica dei flussi per i prossimi quindici giorni. Sarà infatti necessario stringere i denti ancora per due settimane: verso la fine di luglio, le colture strategiche come il mais e la soia avranno superato la fase critica di accrescimento e sviluppo biologico, riducendo la domanda idrica. Fino ad allora, pur in presenza di lievissimi e marginali incrementi idrometrici, lo stato di allerta sul comprensorio Adige Euganeo resta totale e rigoroso.
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