Gli studenti del comprensivo di Tribano hanno presentato i loro elaborati all’Oasi di Codevigo alla presenza di Regione e ANBI: un percorso tra bonifica, sostenibilità e turismo slow per riscoprire il valore del territorio.
Il paesaggio veneto non è un dato di natura, ma il risultato di un dialogo secolare, spesso faticoso, tra l’uomo e l’acqua. Mercoledì 1° aprile, presso l’Oasi di Ca’ di Mezzo a Codevigo, questo dialogo è passato nelle mani delle nuove generazioni in occasione della giornata conclusiva di “Luoghi d’acqua, territori da vivere”. Il progetto didattico regionale, promosso dai Consorzi di bonifica e ANBI Veneto in sinergia con Ufficio Scolastico Regionale e Regione del Veneto Direzione Istruzione e Formazione – sostenitrice del progetto – ha visto protagonisti circa settanta studenti dell’Istituto Comprensivo “Don Paolo Galliero” di Tribano (classi I D e II D di Pozzonovo e II F di Anguillara), impegnati in un percorso iniziato lo scorso 19 febbraio.
L’obiettivo dell’iniziativa non è stato semplicemente didattico, ma civico: restituire consapevolezza su infrastrutture poco conosciute ma vitali. Attraverso lezioni teoriche e laboratori sul campo coordinati da Tommaso Ferronato di ANBI Veneto, i ragazzi hanno esplorato la complessità della gestione irrigua e della prevenzione del rischio idraulico. Al centro della loro analisi è stata posta l’Oasi di Ca’ di Mezzo, un sito che incarna perfettamente la multifunzionalità della bonifica moderna: primo impianto di fitodepurazione in Italia, l’area non solo conserva l’acqua a scopi agricoli, ma agisce come un grande “rene” naturale che purifica le correnti prima del loro ingresso nella delicata Laguna di Venezia.
Questa doppia valenza scientifica e ambientale ha spinto gli studenti, guidati dai docenti Donatella Vigato e Davide Bottaro, a guardare oltre il presente. Utilizzando i linguaggi della contemporaneità, i ragazzi hanno rielaborato l’identità del sito, immaginando soluzioni legate al turismo slow e alla fruizione ricreativa. Un approccio che ha colpito Marco Giovanni Carrer, ricercatore dell’Università di Padova, che da 25 anni ne studia gli equilibri: “Non abbiamo ancora smesso di immaginare quali altre funzioni potrà ricoprire l’area in futuro; qui ci sono idee molto originali da cui prendere spunto”, ha dichiarato documentando il lavoro dei giovani.
La rilevanza del progetto è stata testimoniata dalla partecipazione di un parterre istituzionale di alto profilo. Davanti al Presidente del Consorzio Adige Euganeo Fabrizio Bertin, all’Assessore regionale Elisa Venturini, al Direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi, al Sindaco di Codevigo Ettore Lazzaro, all’Assessore all’Istruzione del Comune di Pozzonovo Pamela Milan, alla Dirigente Scolastica Chiara Martin e al Presidente di Legambiente Piove di Sacco Antonio Coccato, gli studenti hanno dimostrato di aver compreso la fragilità e la bellezza dei propri comprensori. La giornata si è conclusa con una lezione tecnica sulla genesi dell’area e la fitodepurazione, a cura dell’Ingegner Giuseppe Gasparetto Stori e del professor Marco Giovanni Carrer, e una visita guidata dai volontari di Legambiente “L’Arca di Noè”, che oggi gestisce il sito.
Il senso profondo dell’operazione è racchiuso nelle parole del Presidente Fabrizio Bertin: “Questa giornata conclude un percorso significativo rivolto a far conoscere alle nuove generazioni il territorio in cui vivono. È una lezione non scontata: oggi questa conoscenza è sempre meno vissuta dai giovani, con il rischio che non comprendano appieno di abitare in un territorio reso vivibile dall’uomo attraverso secoli di interventi e di continua gestione”.
Un monito raccolto dall’Assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che ha sottolineato l’urgenza di tale consapevolezza nell’era dell’emergenza climatica: “Le nuove generazioni hanno un impegno in più rispetto al passato nel capire i problemi dell’ambiente. Il cambiamento climatico sta portando a una veloce evoluzione di luoghi che secoli di lavoro incessante ci hanno consegnato. Il paesaggio in cui vivranno dipenderà dalle loro scelte e, dunque, da quanto a fondo conoscono il contesto in cui vivono”.
In questo passaggio di testimone tra esperti e studenti, Ca’ di Mezzo smette di essere solo un impianto tecnico per diventare un laboratorio di cittadinanza attiva, dove la tutela dell’acqua si trasforma in visione del futuro.
Condividi con:
Leggi Anche:
Bollettino LUGLIO 2026
Bollettino LUGLIO 2026 Sfoglia Bollettino Condividi con: Leggi Anche: Agosto 4, 2026News in evidenza ADIGE EUGANEO,
ADIGE EUGANEO, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DIVENTA UN ASSISTENTE PER LA SICUREZZA IDRICA DEL TERRITORIO
Attraverso un'interfaccia in linguaggio naturale, l'ente valorizza oltre dieci anni di dati storici del telecontrollo
Siccità record, scatta il razionamento: per l’Adige Euganeo disponibilità idrica dimezzata
Un’ordinanza regionale taglia i prelievi a scopi irrigui: ridotta a 1,5 metri cubi la portata
CRISI IDRICA E TENUTA DEL TERRITORIO: I DATI DELL’ADIGE EUGANEO CONFERMANO LA LINEA DI ANBI VENETO
Dopo l’assemblea regionale con le organizzazioni agricole a Venezia, l'analisi del Consorzio estense dimostra come
EMERGENZA IDRICA: PRECIPITAZIONI INSIGNIFICANTI SUL COMPRENSORIO ADIGE EUGANEO. RESTA MASSIMA ALLERTA PER IL MONDO AGRICOLO
Il fronte perturbato lambisce appena il territorio consortile. Lievissimi incrementi per l'Adige e per il