Giornata Mondiale delle Zone Umide: L’8 febbraio a Ca’ di Mezzo si parlerà di microplastiche
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Un incontro pubblico e visite guidate nell’Oasi di Codevigo per celebrare il valore delle “infrastrutture verdi” e affrontare il nodo delle moderne forme d’inquinamento

Il 2 febbraio è stata la Giornata Mondiale delle Zone Umide, data che ricorda la firma della Convenzione di Ramsar del 1971, il primo trattato globale dedicato alla conservazione degli ecosistemi naturali. Per i Consorzi di Bonifica, questa ricorrenza non è soltanto una celebrazione ambientale, ma rappresenta una piattaforma fondamentale per dimostrare come la gestione idraulica moderna sia oggi pienamente compatibile con la conservazione della biodiversità. Senza l’intervento costante della bonifica, che regola i flussi idrici necessari a mantenere in vita questi delicati equilibri, molte di queste aree degraderebbero o diverrebbero insalubri, aumentando sensibilmente il rischio idrogeologico per il territorio. In questo senso, i Consorzi agiscono come vere sentinelle della sicurezza idraulica e, al contempo – il caso di Ca’ di Mezzo lo dimostra: grazie alla collaborazione con il Circolo di Legambiente Piove di Sacco – come custodi del paesaggio e della natura.

L’Oasi di Ca’ di Mezzo, situata su oltre 30 ettari nel comune di Codevigo al confine con Chioggia, incarna perfettamente questa visione di “infrastruttura verde”. Il progetto affonda le sue radici nel 1990, quando l’area, già naturalmente palustre, fu inserita nel Piano Generale di Bonifica. La vera svolta pionieristica arrivò a metà degli anni ’90, quando il Consorzio di Bonifica Adige-Euganeo, con il supporto scientifico del professor Giuseppe Benduricchio — luminare dell’ingegneria ambientale — realizzò uno dei primi e più grandi impianti di fitodepurazione in Italia. L’intuizione fu quella di andare oltre la semplice depurazione meccanica, dividendo l’area in tre ambienti distinti — sommerso, boschivo e occasionalmente allagato — per massimizzare la varietà biologica e garantire l’autosufficienza dell’ecosistema.

Oggi Ca’ di Mezzo rappresenta un modello gestionale d’eccellenza in cui convergono tre azioni sinergiche: quella del Consorzio, impegnato a mantenere efficiente l’impianto che depura le acque del canale Altipiano e funge da bacino di laminazione contro le piene e riserva idrica durante la siccità; quella del mondo della ricerca, con l’Università di Padova che utilizza l’oasi come laboratorio a cielo aperto per affinare le tecnologie ambientali; e quella dell’associazionismo, rappresentata dal circolo Legambiente “L’Arca di Noè”, i cui volontari da venticinque anni gestiscono con dedizione l’area, rendendo l’oasi un punto di riferimento didattico e un essenziale corridoio ecologico dove nidificano specie preziose come il cavaliere d’Italia, l’airone bianco maggiore e il falco di palude.

Proprio in seno a questa collaborazione tra istituzioni e scienza, la giornata di approfondimento di quest’anno si focalizzerà su una tematica di stretta attualità: l’inquinamento da micro e nanoplastiche. Questi contaminanti emergenti, derivanti dalla frammentazione dei rifiuti plastici, rappresentano una minaccia persistente per gli ecosistemi acquatici e la salute umana. Poiché la loro presenza è ormai documentata in tutte le risorse idriche, comprendere la loro diffusione è essenziale per sviluppare efficaci strategie di mitigazione, un impegno che vede il Consorzio e il mondo accademico uniti nella salvaguardia della qualità dell’acqua destinata al territorio.

Il Presidente del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo, Fabrizio Bertin: “Questa data è fondamentale per ribadire il valore della bonifica non solo come strumento tecnico, ma come presidio di civiltà. Ca’ di Mezzo dimostra che è possibile far coesistere le attività umane con ambienti naturali protetti, una sfida che diventa ancora più cruciale di fronte ai cambiamenti climatici, dove la gestione intelligente dell’acqua è l’unica garanzia per la sicurezza e la salute del territorio.”

 

Il Presidente del Circolo Legambiente di Piove di Sacco “Arca di Noè”, Antonio Coccato: “Da venticinque anni i nostri volontari scommettono su Ca’ di Mezzo come aula didattica permanente. Questo sito è la prova che la cura del territorio non può prescindere dalla consapevolezza dei cittadini: gestire un’area umida significa proteggere la biodiversità, ma anche creare una cultura del rispetto dell’acqua, risorsa che oggi più che mai va difesa dall’inquinamento invisibile delle plastiche.”

Programma della Giornata – Domenica 8 Febbraio

Mattina: Sessione di approfondimento presso la Sala Polivalente Comunale – Piazza I Maggio, 9, Codevigo (PD)

  • Ore 10.00 | Convegno: “Insieme per le zone umide”
    • L’importanza delle zone umide: uno sguardo alla nostra regione e al territorio lagunare.
      • Relatore: Luigi Lazzaro, Presidente di Legambiente Veneto.
    • La Convenzione internazionale di Ramsar: il valore storico e ambientale del 2 febbraio 1971.
      • Relatrice: Paola Fontana, Circolo Legambiente “Arca di Noè” della Saccisica.
    • Microplastiche e nanoplastiche: un problema globale per gli ecosistemi acquatici e la salute.
      • Relatrici: Maria Cristina Lavagnolo e Valentina Poli, Dipartimento ICEA – Università di Padova.

 

Pomeriggio: Visita all’Oasi di Ca’ di Mezzo, Codevigo

  • Ore 14.00 | Apertura dell’Oasi per visite e approfondimenti

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