FURTI DI RAME ALLE IDROVORE: IL CONTO DELLA SOMMA URGENZA COSTA 235 MILA EURO AL TERRITORIO
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Questo il costo per ripristinate i danni causati dai pesanti raid d’inizio primavera agli impianti Ca’ Giovanelli e Acquanera. Strutture strategiche per 14mila ettari parzialmente fuori uso: “Risorse sottratte a irrigazione e manutenzione dei canali”

I gravi furti di rame che hanno colpito le idrovore del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo hanno causato una ferita economica diretta per la comunità. A seguito dei sopralluoghi operativi, l’ente ha quantificato in 235 mila euro i costi per i soli interventi di ripristino in somma urgenza. Si tratta di un computo parziale, che esclude una serie di altri atti vandalici e micro-furti di minore entità subiti dalla rete scolante nell’ultimo periodo che fortunatamente non hanno richiesto procedure d’emergenza.

A rischio pubblica incolumità, 78.500 residenti e migliaia di imprese

La gravità dei danni ha imposto l’immediata attivazione dei Verbali di Somma Urgenza. Il taglio sistematico dei cavi ha infatti esposto circa 78.500 residenti, oltre a migliaia di abitazioni e attività produttive, a un forte e immediato rischio idraulico su oltre 14.000 ettari di territorio. In caso di improvvise ondate di maltempo, la parziale operatività dei motori e la totale assenza dei gruppi elettrogeni d’emergenza avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità pubblica, causando danni incalcolabili a beni pubblici e privati.

Il primo colpo è stato assestato il 2 aprile a Pozzonovo, presso l’idrovora Ca’ Giovanelli, snodo fondamentale che sversa nel fiume Gorzone le acque di un bacino di 7.842 ettari. L’impianto (portata 14.400 l/s) garantisce la sicurezza di un’area in cui vivono circa 45.000 abitanti e dove sono insediate tra le 3.500 e le 4.000 attività produttive nei comuni di Anguillara Veneta, Pozzonovo, Stanghella, Tribano, Solesino, Granze, Villa Estense, Este e Sant’Elena. Il furto di 2.000 metri di cavi ha privato la struttura dell’alimentazione di riserva e ridotto la capacità di sollevamento complessiva del 43%, richiedendo un investimento di 130.000 euro.

Il 30 aprile un secondo pesante raid ha preso di mira l’idrovora Acquanera a Pernumia. Questo impianto (portata 24.000 l/s) è il “salvavita” idraulico di oltre 6.200 ettari tra il Retratto di Monselice e i Colli Euganei, un territorio delicato che conta 33.500 abitanti e circa 2.700 attività produttive, dove le pendenze dei rilievi provocano repentine corrivazioni. I ladri hanno asportato 6.000 metri di cavi; nonostante i primi interventi d’emergenza dei tecnici, la funzionalità resta dimezzata al 50% e il ripristino definitivo richiederà 105.000 euro.

La nota del Presidente Fabrizio Bertin

Sull’impatto che queste spese impreviste hanno sul bilancio dell’ente e sui servizi ai consorziati, il Presidente Fabrizio Bertin evidenzia:

“Il definitivo computo delle spese arriva in un momento importante, in cui gli autori di questi pesanti raid sono stati assicurati alle Forze dell’Ordine. Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento all’Arma dei Carabinieri e, in particolare, al Comandante del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Padova, il Maggiore Enrico Zampolli, per la brillante e tempestiva operazione.

Resta, purtroppo, il grave danno economico. Quando si parla di 235 mila euro si deve essere consapevoli che si tratta di risorse pubbliche sottratte direttamente ai cittadini. In condizioni normali questi fondi sarebbero stati destinati alla manutenzione ordinaria dei 2.000 chilometri di canali – soggetti ogni anno a franamenti per il 15% – o all’ammodernamento tecnologico e all’estensione della rete irrigua, resa vitale dalla crisi climatica. Dover spendere cifre così importanti per colpa della criminalità significa purtroppo rallentare lo sviluppo e la sicurezza di tutto il comprensorio”.

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