Nonostante un inverno piovoso, il secco di marzo mette in allarme il comprensorio.
Bertin: “Servono invasi e infrastrutture prima delle nuove restrizioni del 2027”
Con l’apertura ufficiale delle paratoie del canale Lessinio Euganeo Berico a Cologna Veneta, lo scorso 14 marzo, è scattato il conto alla rovescia per l’agricoltura veneta. Ma se il sistema regionale guarda con preoccupazione alle nuove restrizioni per il 2027, il territorio del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo sta già facendo i conti con un’improvvisa inversione climatica che mette a nudo la fragilità del sistema idrico nella bassa pianura.
L’anomalia di marzo: dalla pioggia alla sofferenza idrica
Nonostante un inizio d’anno particolarmente generoso — con un +36% di precipitazioni a gennaio e un +33% a febbraio rispetto alla media trentennale 1991-2020 — il mese di marzo 2026 si è rivelato inaspettatamente secco. Questa repentina controtendenza è bastata a mettere in sofferenza la parte orientale del comprensorio euganeo. Nell’area che va da Agna verso il mare, i segnali di carenza idrica sono stati immediati, dimostrando come l’abbondanza invernale non sia garanzia di tenuta senza adeguate strutture di riserva capaci di trattenere la risorsa sul territorio.
L’appello del Presidente Fabrizio Bertin: “Servono interventi strutturali”
Sulla necessità di passare dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione infrastrutturale è intervenuto il presidente del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo, Fabrizio Bertin:
“La situazione che stiamo osservando in questo mese di marzo è la prova lampante che il nostro territorio ha un’urgenza non più procrastinabile di interventi strutturali. Non possiamo dipendere esclusivamente dalla benevolenza del meteo mese su mese. Servono acquedotti rurali e invasi per lo stoccaggio di acqua dolce, opere fondamentali per garantire flessibilità al sistema”.
Lo spettro del Deflusso Ecologico (2027): meno acqua proprio quando serve di più
Al quadro climatico instabile si aggiunge l’incognita normativa. Dal 1° gennaio 2027 entreranno infatti in vigore i nuovi parametri del Deflusso Ecologico, una normativa che rischia di generare un paradosso pericoloso. Mentre il cambiamento climatico morde con siccità sempre più frequenti e intense, la nuova legge imporrà di lasciare una quota maggiore di acqua nei fiumi (destinata ad andare al mare) per preservare l’ecosistema naturale, riducendo drasticamente i volumi che i Consorzi possono prelevare per l’irrigazione.
“Il rischio è trovarsi con meno acqua a disposizione proprio nei momenti di massimo bisogno”, afferma il presidente di ANBI Veneto, Alex Vantini. Si tratta di una sfida epocale: la posta in gioco è una produzione agricola regionale da 8 miliardi di euro, la cui stabilità dipende per il 90% dall’irrigazione. “I criteri sono in fase di sperimentazione presso il tavolo tecnico tra Regione e Autorità di Bacino, ma il tempo stringe per trovare un equilibrio che non condanni il settore primario per la produzione di cibo.
Neve in quota e deficit di falda
Il quadro tecnico illustrato dal direttore di ANBI Veneto, Silvio Parizzi, conferma le preoccupazioni di Bertin. Sebbene le nevicate di febbraio sostengano le portate attuali, si tratta di una “risorsa volatile” che, in assenza di bacini, defluisce rapidamente a mare. I dati parlano chiaro: il deficit accumulato dall’inizio dell’anno idrologico a ottobre è del 23%, aggravato da un febbraio che ha registrato temperature di 2,6°C sopra la media, con picchi di +6,5°C nell’ultima decade. Sul fronte del sottosuolo, mentre la bassa pianura mostra timidi segni di ripresa, permane un forte ritardo nella ricarica delle zone di alta pianura, lasciando il sistema in una condizione di fragilità strutturale.
Il monitoraggio costante e la gestione oculata delle derivazioni idriche restano dunque le uniche armi immediate per affrontare una stagione che, tra incertezze del cielo e nuove regole europee, si preannuncia come una delle più complesse degli ultimi decenni.
Condividi con:
Leggi Anche:
Bollettino LUGLIO 2026
Bollettino LUGLIO 2026 Sfoglia Bollettino Condividi con: Leggi Anche: Agosto 4, 2026News in evidenza ADIGE EUGANEO,
ADIGE EUGANEO, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DIVENTA UN ASSISTENTE PER LA SICUREZZA IDRICA DEL TERRITORIO
Attraverso un'interfaccia in linguaggio naturale, l'ente valorizza oltre dieci anni di dati storici del telecontrollo
Siccità record, scatta il razionamento: per l’Adige Euganeo disponibilità idrica dimezzata
Un’ordinanza regionale taglia i prelievi a scopi irrigui: ridotta a 1,5 metri cubi la portata
CRISI IDRICA E TENUTA DEL TERRITORIO: I DATI DELL’ADIGE EUGANEO CONFERMANO LA LINEA DI ANBI VENETO
Dopo l’assemblea regionale con le organizzazioni agricole a Venezia, l'analisi del Consorzio estense dimostra come
EMERGENZA IDRICA: PRECIPITAZIONI INSIGNIFICANTI SUL COMPRENSORIO ADIGE EUGANEO. RESTA MASSIMA ALLERTA PER IL MONDO AGRICOLO
Il fronte perturbato lambisce appena il territorio consortile. Lievissimi incrementi per l'Adige e per il