BIOdiversità e Paesaggio Rurale nei Bacini di Cona e Cavarzere: Quando gli agricoltori danno terra alla Natura
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Un progetto innovativo vede gli agricoltori protagonisti nella tutela dell’ambiente, convertendo aree produttive in oasi di biodiversità e fitodepurazione per la salute del proprio paesaggi, segnando un cambio di paradigma nel rapporto tra agricoltura e territorio

 

Nelle campagne dei bacini di Cona e Cavarzere, nel Veneziano, soffia un vento di profondo rinnovamento, testimone di una crescente consapevolezza ambientale. Un gruppo di agricoltori lungimiranti, riuniti nell’ambito del progetto “BIOdiversità e paesaggio rurale nei Bacini Idraulici di Cona e Cavarzere”, ha abbracciato una decisione audace e, per certi versi, pionieristica: dedicare porzioni significative delle proprie superfici agricole non più esclusivamente alla produzione, ma alla salvaguardia attiva della biodiversità. L’iniziativa persegue un duplice obiettivo: favorire il ripristino di ecosistemi vitali e implementare una strategica azione di fitodepurazione. Questa funzione di filtro è essenziale per intercettare i nutrienti derivanti dalle attività agricole prima che questi raggiungano i corsi d’acqua minori e, in ultima istanza, la delicata Laguna di Venezia. Com’è noto, l’eccesso di nutrienti rappresenta una delle principali cause della proliferazione algale in laguna, un fenomeno che depaupera l’ossigeno disciolto, rendendo questo ambiente sempre più ostile per le specie ittiche e l’intera biodiversità acquatica.

Ci troviamo di fronte a un progetto realmente innovativo, frutto di studi e analisi approfondite, destinato a portare un significativo miglioramento ambientale in aree geograficamente sensibili come i bacini di Cona e Cavarzere. Questi territori, geologicamente depressi e storicamente caratterizzati da estese zone paludose, custodiscono una biodiversità unica e peculiare che merita di essere preservata e valorizzata.

 

Un Impegno Concreto per la Natura e il Paesaggio

 

L’iniziativa, che si estende su circa 25 ettari complessivi, si propone di raggiungere obiettivi strategici e di ampio respiro:

  • La salvaguardia della biodiversità animale e vegetale, promuovendo attivamente la riproduzione di specie autoctone e la conservazione degli habitat naturali, elementi imprescindibili per un ecosistema equilibrato.
  • La salvaguardia degli elementi caratteristici del paesaggio rurale, con una specifica attenzione al ripristino di quei tratti distintivi, come siepi e filari, che un tempo erano parte integrante delle nostre campagne e che sono stati progressivamente sacrificati.
  • Il miglioramento dei servizi ecosistemici del territorio, accrescendone la resilienza e la capacità di adattamento ai sempre più evidenti effetti dei cambiamenti climatici.
  • L’efficientamento nella gestione e utilizzo delle risorse idriche, con un conseguente e significativo miglioramento dello stato di salute dei corpi idrici.

Il progetto si inserisce all’interno del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027, CSR Veneto, ed è finanziato grazie alla DGR n. 1597 del 19/12/2023. Le azioni specifiche rientrano nel programma SRG07 “Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e smart villages – Cooperazione per la sostenibilità ambientale”. Nello specifico, l’attenzione è rivolta alla “Realizzazione di formazioni arbustive e arboree a tutela della biodiversità” (SRD04 – Azione 1 Intervento 1.2), alla “Riqualificazione della rete idraulica minore con vegetazione in alveo e ripariale” (SRD04 – Azione 1 Intervento 1.10), e agli “Altri investimenti a favore della fauna selvatica” (SRD04 – Azione 2), che includono l’installazione di strutture essenziali per favorire la riproduzione, il rifugio, il riposo e l’alimentazione di specie di interesse conservazionistico. Parallelamente, non mancano interventi dedicati al “Miglioramento della qualità dell’acqua” (SRG07), a testimonianza di un approccio integrato alla gestione ambientale.

Un elemento di notevole progresso è che la parte più significativa del progetto, ovvero le piantumazioni delle essenze arboree e arbustive, è già stata felicemente realizzata. Questo segna un punto di svolta tangibile e visibile sul territorio, trasformando le aree dedicate in veri e propri presidi ecologici.

 

I Protagonisti: Le Aziende Agricole

Sono ben cinque le aziende agricole che hanno abbracciato con entusiasmo questo progetto, operando all’interno dell’areale del Consorzio di bonifica Adige Euganeo. Si tratta di realtà imprenditoriali che hanno dimostrato da subito una profonda comprensione dell’importanza di questa iniziativa e del significativo risultato che queste azioni mirano a conseguire. Nello specifico, le aziende coinvolte sono: Azienda agricola Battistini Adriano, Azienda agricola Bruson Giovanni, Società Agricola Corte Italia S.S., Società Agricola Tesa SS. di Veggian Severino & C e Azienda agricola Trombin Marisa. Nei terreni da loro messi a disposizione, veri e propri laboratori a cielo aperto, sono state condotte una serie di studi preliminari fondamentali: analisi approfondite sulla salinità e fertilità dei suoli, un censimento accurato delle specie vegetali e animali presenti e studi climatici dettagliati su temperature e precipitazioni. Questi dati costituiscono la base scientifica per una pianificazione mirata e efficace degli interventi.

 

Il Ritorno di Siepi e Boschetti: Un Paesaggio Ritrovato e Funzionale

 

Il cuore pulsante del progetto risiede nella piantumazione strategica di siepi, boschetti e fasce tampone. Questi elementi, un tempo onnipresenti nel paesaggio rurale, sono stati progressivamente eliminati per facilitare il movimento dei macchinari agricoli moderni. Tuttavia, la loro funzione era, ed è, di cruciale importanza: agivano come efficaci frangivento naturali e offrivano rifugio e habitat a innumerevoli specie animali, la cui progressiva scomparsa ha impoverito irrimediabilmente la biodiversità e la funzionalità ecologica delle nostre campagne. Le essenze arboree impiegate nel progetto sono state selezionate con cura, prodotte da vivai locali, incluso il vivaio forestale di Veneto Agricoltura, e sono rigorosamente autoctone e pertinenti all’ambiente in cui vengono piantumate, garantendo la massima adattabilità e un impatto ecologico positivo.

Un aspetto distintivo del progetto è la sua visione a lungo termine: una volta che le nuove piante avranno raggiunto un’altezza e una maturità appropriate, si procederà con l’installazione di nidi artificiali. Questi nidi non sono stati scelti casualmente; sono il risultato di uno studio approfondito sulle specie ornitologiche e della piccola fauna presenti sul territorio, valutando le loro esigenze specifiche di riparo, nidificazione e alimentazione. Questa attenzione ai dettagli si traduce in un contributo tangibile alla conservazione della fauna locale. A dimostrazione di questo impegno, l’azienda Battistini inserirà 85 nidi, Bruson Giovanni 30, Corte Italia 78, e Tesa S.S. 207.

 

Il ruolo del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo

 

Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo svolge un ruolo di coordinamento fondamentale all’interno del progetto. La sua leadership è essenziale per l’organizzazione delle attività formative connesse al PRO.CO., per la predisposizione dei rapporti di monitoraggio e di tutti gli altri documenti necessari, e per fungere da referente unico del raggruppamento nei rapporti con i funzionari della Regione Veneto e di AVEPA. Il progetto, che può contare su un importo a bando di 300.000,00 euro, è stato configurato come Associazione Temporanea di Scopo (ATS) e la sua durata è prevista fino al 2028, a garanzia di un impatto duraturo.

 

Una Nuova Sensibilità: La Visione del Presidente Fabrizio Bertin

 

Fabrizio Bertin, Presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, esprime con palpabile entusiasmo la portata di questa iniziativa, che definisce un vero e proprio spartiacque: “Siamo di fronte a una nuova e più profonda sensibilità nei confronti dell’ambiente e delle ineludibili sfide imposte dal cambiamento climatico. Questo progetto non solo realizza azioni concrete, ma possiede anche una grandissima funzione didattica e culturale. Oggi, essere agricoltori non significa più soltanto essere degli imprenditori attenti ai bilanci, ma anche e soprattutto sentirsi depositari e custodi dei valori identitari e della preziosa biodiversità che caratterizza i nostri territori”.

 

Il valore di queto progetto, infatti, è quello di promuovere un approccio olistico in cui l’agricoltore diviene un protagonista attivo e responsabile della salvaguardia di un patrimonio naturale e culturale inestimabile. Un passo significativo verso un futuro in cui l’agricoltura e la biodiversità possano finalmente coesistere in armonia, a beneficio non solo dell’ecosistema locale, ma dell’intera collettività.