SICUREZZA IDRAULICA, RIPRISTINATA LA PIENA FUNZIONALITÀ DI TRE IDROVORE STRATEGICHE

Si sono conclusi ad agosto i lavori di ammodernamento a San Felice (Piacenza d’Adige) dopo l’alluvione del 2024 e sono stati completati i ripristini per i danni da furti di rame a Ca’ Giovanelli (Pozzonovo) e Acquanera (Pernumia)

Si è conclusa a pieno ritmo nel mese di agosto un’importante serie di interventi strategici per garantire la massima efficienza e la sicurezza idraulica del territorio. Gli impianti idrovori di San Felice a Piacenza d’Adige, Ca’ Giovanelli a Pozzonovo e Acquanera a Pernumia sono infatti tornati alla loro piena e totale operatività, consentendo di guardare alla stagione autunnale con infrastrutture moderne, potenziate e completamente ripristinate.

L’impianto di San Felice: 250mila euro per la transizione elettrica post-alluvione

Nel comune di Piacenza d’Adige sono giunti a compimento i complessi lavori che hanno interessato l’idrovora San Felice, l’impianto che rappresenta un presidio di difesa idrogeologica fondamentale: a servizio di un vasto bacino di oltre 734 ettari che comprende, oltre a Piacenza d’Adige, Masi e Castelbaldo, garantendo una portata teorica complessiva di 2.400 litri al secondo, sollevando le acque dal reticolo di bonifica per espellerle nel fiume Fratta. Il prolungato funzionamento durante l’emergenza alluvionale del maggio 2024 ne aveva seriamente compromesso le componenti meccaniche. L’intervento, durato complessivamente un anno, ha visto la sostituzione di due elicopompe – le gigantesche ed essenziali apparecchiature dotate di pale a elica che servono a sollevare grandi volumi d’acqua a basse prevalenze – e il rimpiazzo di un motore diesel andato in avaria con un moderno propulsore elettrico. Questa conversione funzionale ha reso necessario un parallelo ammodernamento della linea di Media Tensione, fondamentale per sostenere l’aumentata richiesta di energia elettrica della struttura. L’operazione ha comportato un investimento complessivo di 250.000 euro, divisi equamente tra le opere meccaniche (125.000 euro) e il potenziamento della rete elettrica (125.000 euro).

Pozzonovo e Pernumia: cancellati i danni dei raid criminali

Parallelamente, si sono conclusi i cantieri di ripristino definitivi presso le idrovore Ca’ Giovanelli a Pozzonovo e Acquanera a Pernumia, due snodi fondamentali per la sicurezza di oltre 20 mila ettari e decine di migliaia di residenti.

A Pozzonovo sono stati ultimati i lavori all’impianto di Ca’ Giovanelli, uno snodo idraulico da 14.400 l/s che sversa nel fiume Gorzone le acque di un bacino di 7.842 ettari, garantendo la sicurezza di un’area in cui vivono circa 45.000 abitanti e dove sono insediate tra le 3.500 e le 4.000 attività produttive nei comuni di Anguillara Veneta, Pozzonovo, Stanghella, Tribano, Solesino, Granze, Villa Estense, Este e Sant’Elena. Lo scorso 2 aprile la struttura era stata presa di mira dai ladri: il furto di 2.000 metri di cavi aveva privato l’idrovora dell’alimentazione di riserva, riducendone la capacità di sollevamento del 43%. Grazie a un intervento durato due mesi e a un investimento di 130.000 euro, l’impianto è stato completamente ripristinato. L’operazione ha compreso la totale sostituzione dei cavi elettrici e il ripristino della piena funzionalità del gruppo elettrogeno. In particolare, per il nuovo cablaggio si è scelto di utilizzare conduttori in alluminio al posto del rame: un’opzione tecnologica che garantisce la medesima efficienza elettrica, ma con un valore commerciale sul mercato del riciclo decisamente inferiore. Questa caratteristica rende l’alluminio molto meno attrattivo per i ladri di metalli, riducendo drasticamente il rischio di futuri furti e atti vandalici ai danni dell’infrastruttura.

Piena operatività ritrovata anche per l’idrovora Acquanera a Pernumia, impianto con una portata di 24.000 l/s che rappresenta il “salvavita” idraulico di oltre 6.200 ettari tra il Retratto di Monselice e i Colli Euganei, un territorio delicato che conta 33.500 abitanti e circa 2.700 attività produttive esposte a repentine corrivazioni. Colpita il 30 aprile dal furto di 6.000 metri di cavi che ne avevano dimezzato la funzionalità al 50%, la struttura è tornata al 100% grazie alla sostituzione integrativa di tutta la cavistica e al ripristino del generatore d’emergenza, per un totale di 2 mesi di cantiere e 105.000 euro di costo.

La nota del Presidente Fabrizio Bertin

“C’è grande soddisfazione nell’annunciare che tre impianti cruciali per la sicurezza idraulica del nostro comprensorio sono oggi tornati alla loro massima efficienza. Il cantiere di San Felice ci consegna un’infrastruttura modernizzata, più efficiente e pronta a rispondere ai sempre più frequenti eventi meteo estremi. Resta, al contempo, l’amarezza per dover constatare il pesante sacrificio economico che il territorio ha dovuto sostenere per colpa della criminalità: i 235 mila euro spesi complessivamente tra Pozzonovo e Pernumia per riparare i danni causati dai furti di rame sono risorse pubbliche preziose sottratte direttamente ai servizi per i cittadini e alla manutenzione ordinaria dei canali. Un sentito ringraziamento va all’Arma dei Carabinieri, che proprio durante il delicato periodo dei furti ha presidiato e monitorato continuamente il territorio con costante attenzione. Desidero infine ringraziare la struttura tecnica e le ditte incaricate per aver lavorato senza sosta, permettendoci di chiudere tutti i cantieri entro l’estate e di garantire la massima protezione per la stagione invernale”.

 

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