Salvaguardia della Laguna di Venezia
Origine e Problemi Attuali
La Laguna di Venezia, formatasi circa 6000 anni fa, è minacciata da subsidenza e inquinamento. La riduzione dei sedimenti alluvionali e l’intervento umano, come il prelievo di acque di falda, hanno aggravato la situazione. Il lento ricambio idrico ha portato all’accumulo di inquinanti da scarichi industriali, agricoli e urbani, causando il deterioramento della qualità dell’acqua e fenomeni di eutrofizzazione.
Interventi della Regione Veneto
La Regione Veneto ha sviluppato strategie per ridurre l’inquinamento, delineate nei Piani direttori. Questi piani mirano a diminuire i nutrienti (azoto e fosforo) e i microinquinanti, migliorando la qualità dell’acqua nel bacino scolante. Le azioni includono prevenzione, riduzione e promozione della naturale autodepurazione dei corsi d’acqua.
L'Oasi Ca' di Mezzo
Creazione e Funzionamento
L’area umida di Cà di Mezzo a Codevigo è un esempio pionieristico di fitodepurazione. Creata nel 2000 su terreni agricoli soggetti ad allagamenti, utilizza processi naturali per depurare le acque di scolo del canale consorziale “Altipiano”. Questo progetto, finanziato dalla Regione Veneto e monitorato dall’Università di Padova, è diventato un ecosistema di grande valore ambientale e un’attrazione turistica.
Valore Ambientale e Didattico
L’area, che copre oltre 30 ettari, facilita il contatto prolungato delle acque con le piante, migliorando la depurazione. Grazie alla vegetazione autoctona, è diventata un’oasi naturalistica visitata ogni anno da migliaia di persone, incluse delegazioni straniere. Presso il centro visite, Legambiente promuove la divulgazione scientifica e la manutenzione dell’area.
Consorzio di Bonifica
Ruolo e Collaborazioni
Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo ha trasformato terreni agricoli allagati in un’area umida funzionale alla depurazione delle acque. In collaborazione con l’Università di Padova, il Consorzio ha sviluppato ecotecnologie innovative per ridurre i carichi inquinanti nel bacino scolante della Laguna di Venezia. Questa area umida è la prima in Italia integrata nel sistema idraulico di un consorzio di bonifica.
Impatto e Risultati
Gli studi condotti hanno permesso lo sviluppo della fitodepurazione in Italia. La vegetazione piantata, come la Phragmites Australis, ha migliorato la qualità delle acque, abbattendo inquinanti come l’azoto totale e il fosforo totale. Il progetto ha dimostrato come interventi di multifunzionalità possano creare ecosistemi di elevato valore ambientale e didattico.
Fitodepurazione e Ricerca
Processi e Efficacia
La fitodepurazione sfrutta piante per creare habitat che favoriscono la flora batterica, responsabile della depurazione biologica. I processi fisici e biologici coinvolgono la sedimentazione dei solidi sospesi e l’assorbimento di nutrienti come nitrati e fosfati. Gli studi dell’Università di Padova hanno rilevato un abbattimento medio del 10,9% dell’azoto totale e del 12,9% del fosforo totale.
Tempi di Residenza
Il tempo medio di residenza delle acque nell’area umida, stimato in 6,7 giorni, è cruciale per l’efficacia dei processi depurativi. Il contatto prolungato con la vegetazione e i sedimenti consente la trasformazione degli inquinanti in composti innocui.
Conclusioni
Benefici e Futuro
L’area umida di Cà di Mezzo, realizzata con il principio della multifunzionalità, è diventata un ecosistema di elevato valore ambientale, un laboratorio didattico e un’attrazione pubblica. I risultati ottenuti dimostrano l’importanza di interventi sostenibili per la salvaguardia degli ecosistemi e la riduzione dell’inquinamento idrico.
25° ANNIVERSARIO DELL'OASI CA' DI MEZZO
Domenica 19 ottobre 2025 si è tenuto, presso la Corte Benedettina di Correzzola (PD), un convegno dal titolo: “Un dialogo tra l’uomo e l’acqua in cui il paesaggio rivela il suo potere di rigenerazione” per celebrare i primi 25 anni di vita dell’Oasi di Fitodepurazione di Ca’ di Mezzo, organizzato dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo e dal circolo Legambiente Arca di Noè Aps della Saccisica.
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